Siamo nell’era del se-sei-vintage-sei-cool e del ritorno cadenzato delle varie mode dell’ultimo secolo. Ma davvero potrebbe tornare tutto di moda? Davvero ogni cosa vecchia può essere considerata vintage e cool? Ho stilato con l’aiuto dei miei ricordi, delle mie conoscenze e soprattutto con l’aiuto di alcuni studenti dell’Università di Pisa una lista delle 6 cose che non dovrebbero mai tornare di moda o comunque che non sarebbero mai dovute tornare.

6. La collana girocollo è ultima in classifica. Sotto sotto molti di noi ne conservano con gelosia una nel cassetto, magari proprio quella più stretta che ti crea un collo da toro e che termina con un dente di squalo kitsch o con un chicco di riso con il nome inciso sopra (non si sa come). Insomma, che sia di caucciù, di plastica o di perline, non dovrebbe tornare di moda quella collana che stringe il collo in una morsa letale.

5. Al quinto posto si staglia la salopette, soprattutto di jeans (per peggiorare il tutto, con tanto di gonna), capace di rendere qualunque avvenente ragazza una madre di famiglia di 10 anni più vecchia, o, in alternativa un’imbianchina.

4. I pantaloni con le tasche laterali sono un errore di cui ti rendi conto sempre troppo tardi. Quando li indossi ti senti più sportiva, più selvaggia, come le donne soldato coraggiose. In realtà le tasche hanno la capacità di creare quel centimetro in più di coscia che anche la ragazza più magra non vorrebbe mai. E poi chi ha mai usato quelle tasche?

3. Il patchwork è capibile solo in un momento di crisi, qualora tutti gli operai creatori di tessuti facessero uno sciopero di un mese e le aziende fossero costrette a mettere insieme gli scarti di stoffa rimasti.

2. La parola ai più dirà poco, ma la foto toglierà ogni dubbio: il mullet è al secondo posto. Nessuna moglie o fidanzata vorrebbe vedere il proprio uomo emulare il padre di Miley Cirus, o in alternativa Bono Vox, che negli anni ’80 sfoggiavano ignari cotanta capigliatura. Non sono necessarie argomentazioni a riguardo.

1. Al primo posto, con uno stacco decisivo rispetto a tutti gli altri prodotti, ci sono i pantaloni a zampa d’elefante. A partire dagli anni ’70 hanno subito diverse mutazioni (a vita alta, a vita bassa, in denim, in jersey, con la gamba molto aderente o più morbida, lunghi fin sotto le scarpe e belli sporchi) e sono stati partecipi di scandali (come quello della Carrà con l’ombelico in vista). La zampa ha fatto la storia, ma resta il fatto che se hai la coscia un po’ pienotta il risultato è che ti trovi con due clessidre al posto delle gambe.

Ora tocca a voi. Cosa pensate del vintage e cosa aggiungereste o togliereste dalla lista?

Baci

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